Lo chiamavano Jeeg Robot 4K: l’intervista a Gabriele Mainetti, 10 anni dopo
Di Carlo Giuliano* A dieci anni dall’uscita, Lo chiamavano Jeeg Robot torna al cinema per una tre giorni evento il 2-3-4 marzo, per la prima volta in versione 4K. Torna al cinema perché, quando uscì dieci anni fa, diventò un caso impossibile da replicare. Persino per il suo stesso regista, Gabriele Mainetti. Non solo per i traguardi di premi e box-office: oltre 5 milioni di incasso, dopo un primo weekend non così incoraggiante e con un budget da 1,7 milioni di euro. E poi la sorpresa ai David di Donatello: ben sette, fra cui Miglior Regista Esordiente a Gabriele Mainetti, Miglior Sceneggiatura a Guaglianone e Menotti e tutti e quattro i premi attoriali di quell’anno, fra protagonisti e non protagonisti. Loro erano Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, Luca Marinelli e Antonia Truppo. Enzo è un criminale da due soldi che, in fuga dalla polizia, si butta nel Tevere in mezzo ai rifiuti radioattivi e ne riemerge con i poteri. La giovane Alessia, con cui nascerà una storia d’amore, lo soprannomina Jeeg Robot d’Acciaio come il famoso manga Anni ‘70. Dall’altro lato, l’indimenticabile villain: Fabio Cannizzaro detto “Zingaro”, che puntava a sfondare in TV a Buona Domenica e si ritrova ora…
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